Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Fonti francescane biografiche
Considerazioni sulle Sante Stimmate
Introduzione
Prima considerazione sulle stimmate
Seconda considerazione
Terza considerazione
Quarta considerazione
Messere Ieronimo tocca le Stimmate
Giorno e anno della morte di san Francesco
Canonizzazione
Quinta e ultima considerazione
Francesco rivela a un frate le parole del Serafino
Francesco dopo la morte appare a frate Giovanni della Verna
Visione di un frate defunto, liberato per le stimmate
Un cavaliere ha la conferma della morte di Francesco
Papa Gregorio IX ottiene la certezza sulle Stimmate
Visione di un frate defunto, liberato per le stimmate

D'UNO SANTO FRATE CHE VIDE UNA MIRABILE
VISIONE DI UNO SUO COMPAGNO ESSENDO MORTO


1955
Nella provincia di Roma uno frate molto divoto e santo vide questa mirabile visione. Essendo morto una notte e la mattina sotterrato dinanzi alla entrata del capitolo un frate carissimo suo compagno, il dì medesimo si ricolse quello frate in uno canto del capitolo dopo desinare a pregare Iddio e santo Francesco divotamente per l'anima di questo frate suo compagno morto. E perseverando egli in orazione con prieghi e con lagrime, di meriggio, quando tutti gli altri frati erano iti a dormire, ecco che sentì uno grande strascinìo per lo chiostro: di che subitamente con grande paura egli dirizza gli occhi inverso il sipolcro di questo suo compagno; e videvi stare in sulla entrata del capitolo santo Francesco, e dietro a lui una grande moltitudine di frati dintorno al detto sepolcro. Guarda più oltre, e vide nel mezzo del chiostro un fuoco di fiamma grandissima e nel mezzo della fiamma istare l'anima del suo compagno morto. Guata dintorno al chiostro, e vide Gesù Cristo andare dintorno al chiostro con grande compagnia d'Agnoli e di Santi.
E ragguardando queste cose con grande stupore, e' vede che, quando Cristo passa dinanzi al capitolo, santo Francesco con tutti que' frati s'inginocchia e dice così: «Io ti priego, carissimo mio Padre e Signore, per quella inestimabile carità la quale tu mostrasti alla umana generazione nella tua incarnazione, che tu abbi misericordia della anima di quello mio frate il quale arde in quel fuoco». E Cristo non risponde niente ma passa oltre. E ritornando la seconda volta e passando dinanzi al capitolo, santo Francesco anche s'inginocchia co' suoi frati come prima e priegalo in questa forma: «Io ti priego, piatoso Padre e Signore, per la ismisurata carità che tu mostrasti alla umana generazione quando moristi in sul legno della croce, che tu abbi misericordia dell'anima di quel mio frate». E Cristo similmente passava e non lo esaudiva. E dando la volta dintorno al chiostro, ritornava la terza volta e passava dinanzi al capitolo; e allora santo Francesco, inginocchiandosi come prima, gli mostrò le mani e i piedi e 'l petto e disse così: «Io ti priego, piatoso Padre e Signore, per quello grande dolore e grande consolazione ch'io sostenni quando tu imponesti queste istimate nella carne mia, che tu abbi misericordia dell'anima di quel mio frate che è in quello fuoco di purgatorio». Mirabile cosa! Essendo pregato Cristo questa terza volta da santo Francesco sotto il nome delle sue istimate, immantanente ferma il passo e riguarda le istimate, esaudisce il priego e dice così: «A te, frate Francesco, io ti concedo l'anima del frate tuo». E in questo per certo volle onorare e confermare le gloriose istimate di santo Francesco e apertamente significare che l'anime de' suoi frati che vanno al purgatorio non più agevolmente che in virtù delle sue istimate sono liberate delle pene e menate alla gloria di paradiso, secondo le parole che Cristo, imprimendogliele, disse a santo Francesco. Onde subitamente, dette queste parole, quel fuoco del chiostro isvanì, e 'l frate morto se ne venne a santo Francesco, e insieme con lui e con Cristo tutta quella beata compagnia gloriosa se ne andò in cielo.
Della qual cosa questo suo compagno frate ch'avea pregato per lui, vedendolo liberato delle pene e menato in paradiso, ebbe grandissima allegrezza; e poi innarrò agli altri frati per ordine tutta la visione, e insieme con loro laudò e ringraziò Iddio.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.



 
 



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